Buonasera! Intendo inaugurare questo blog con la recensione della mia saga fantasy preferita: si tratta de "Le Cronache del ghiaccio e del fuoco", di George R. R. Martin.
Alcuni di voi potrebbero aver visto la serie televisiva "Il trono di spade", che finora ha coperto i primi due libri della saga (versione americana), e quindi conoscere già la trama e i temi trattati. Personalmente, mi sono avvicinata alla lettura delle Cronache dopo aver visto entrambe le stagioni del telefilm, che peraltro hanno reso giustizia ai libri in modo eccezionale, e in questa maniera sono stata risucchiata all'interno delle vicende narrate dalla saga.
Sinossi
Nel Continente Occidentale, alla controversa morte di Jon Arryn, re Robert Baratheon, che aveva conquistato il trono durante la battaglia del Tridente e lo aveva consolidato attraverso il matrimonio con Cersei Lannister, nomina Eddard Stark, lord di Grande Inverno, suo nuovo Primo Cavaliere.Intrighi di corte, tradimenti e desiderio di potere porteranno i Sette Regni dell'Occidente alla guerra per la conquista del Trono di spade. Incuranti dell'imminente arrivo dell'inverno e dell'antico pericolo che porta con sé, nessuno si occuperà della Barriera, l'ultimo baluardo tra gli uomini e gli Estranei, difesa ormai da pochi e male assortiti Guardiani della notte. Nel frattempo, l'ultima discendente in esilio della Casa Targaryen, la dinastia che aveva governato i Sette Regni per trecento anni prima di essere detronizzata da Robert e dai suoi alleati, sta cercando di trovare fondi e seguaci per riconquistare il regno sottrattole.
Recensione
L'intera saga è stata scritta così minuziosamente e in maniera talmente dettagliata da farmi perdere ogni speranza di poter in qualche modo raggiungere anche soltanto metà del livello di bravura di questo magistrale scrittore. George R. R. Martin si rivela un esperto conoscitore della società medievale, nonché dei costumi, delle armi, dei combattimenti e delle pietanze dell'epoca.
Solo in "A feast for crows", il quarto libro della saga, la narrazione perde il ritmo serrato che deteneva nei tomi precedenti e il lettore può accorgersi facilmente della pesantezza delle descrizioni, che rende la lettura molto meno scorrevole. Tuttavia, i colpi di scena del quarto e del quinto libro valgono lo sforzo.
Le cose che apprezzo maggiormente del mondo martiniano sono la relativa marginalità degli elementi magici ai fini della storia, ma soprattutto la profondità conferita ai personaggi POV, i quali non mai sono né completamente positivi né del tutto negativi. Recentemente ho dato qualche possibilità ad altri libri fantasy, come "Eragon" e la saga delle "Cronache del Mondo Emerso", della quale ho prontamente abbandonato la lettura al primo libro. Il dettaglio che più stonava era proprio la presunta invincibilità della protagonista, la quale è descritta come impulsiva, testarda (ma in maniera positiva), bellissima, con un'abilità eccezionale nel maneggiare le spade, ma anche compassionevole, volenterosa, intelligente... insomma, assolutamente insopportabile e inverosimile.
Nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, invece, anche l'onore dell'integerrimo lord Eddard Stark, con il quale iniziamo la nostra avventura attraverso i Sette Regni, è macchiato da un passato pregno di oscuri misteri, ma anche da un'ingenuità che potrebbe rivelarsi fatale.
E ancora, Jaime Lannister, che viene rivelato già all'inizio come un incestuoso assassino di bambini, nei libri successivi si dimostra capace di redimersi e di seguire una certa logica coerente con il pensiero del lettore.
Un altro elemento della saga che mi sta molto a cuore è senza dubbio l'imprevedibilità degli eventi, che di frequente si rivelano spiacevolmente tristi. Non posso cadere nello spoiler, quindi ridurrò all'osso il mio elogio a questo lato della storia. Ma bisogna dire che Martin è formidabile nel far affezionare il lettore ad uno o più personaggi, per poi pugnalarlo alle spalle (il lettore, ma non solo!) quando meno se lo aspetta.
L'ultima caratteristica che devo assolutamente evidenziare è la magia, intesa come capacità di attrazione, delle ambientazioni, degli animali e delle caratteristiche delle popolazioni dei Sette Regni. La connessione tra i figli di Eddard Stark e i loro metalupi, ma anche quella dei vari protagonisti con i loro Dei, sono intense e imprescindibili. Quando Lady, la metalupa di Sansa Stark, viene uccisa per colpa dei capricci del principe Joffrey, la ragazza sembra quasi perdere la propria appartenenza alla famiglia di Grande Inverno ed è sempre più propensa a collaborare con la perfida regina Cersei, arrivando a mettersi contro perfino al suo stesso padre. Nonostante gli Stark siano destinati a stare lontani dalla loro Grande Inverno e dagli Dei del nord, il legame con queste terre li accompagnerà per il loro intero viaggio.
Consiglio questa saga a chiunque voglia perdersi in un mondo descritto talmente bene da poter diventare un luogo in cui rifugiarsi nei momenti di noia o di voglia di evasione dalla realtà. Sappiate però che, dopo aver ultimato i libri disponibili della saga (che non è stata ultimata, per ora...), il 99% degli altri libri che leggerete vi parrà incredibilmente scialbo.
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